La Fondazione Aiace ringrazia tutti i e le partecipanti del Premio Aiace 2025 e la Commissione Scientifica per il lavoro di valutazione svolto.
Di seguito il dettaglio del risultato del Premio e la graduatoria completa.
Dott. Pierluigi Di Chiaro – Vincitore

Tumori maligni del pancreas
AUSL-IRCCS di Reggio Emilia
Mapping functional to morphological variation reveals basis of regional extracellular matrix subversion and nerve invasion in pancreatic cancer
Il carcinoma del pancreas è una delle neoplasie più aggressive e difficili da trattare. È caratterizzato da una grande varietà di cellule tumorali e da una scarsa risposta alle terapie, fattori che contribuiscono alla sua prognosi sfavorevole. Nel nostro studio, pubblicato su Cancer Cell, abbiamo utilizzato tecnologie avanzate come quelle a microdissezione laser e sequenziamento dell’RNA per analizzare in dettaglio le diverse popolazioni cellulari presenti nei tumori pancreatici.
Grazie a questo approccio innovativo, siamo riusciti a isolare piccoli gruppi di cellule tumorali direttamente dalle biopsie e a tracciarne un vero e proprio “identikit”. L’analisi ha rivelato la presenza di tre distinti sottotipi di cellule tumorali, che abbiamo definito Morfo-Biotipi, ciascuno con un aspetto e un comportamento biologico specifico.
Tra i risultati più significativi, abbiamo identificato un sottotipo raro che ha perso le tipiche caratteristiche delle cellule pancreatiche normali e ha acquisito proprietà più “primitive”, che lo rendono altamente adattabile e resistente alle terapie convenzionali. Inoltre, abbiamo individuato i sottotipi tumorali direttamente responsabili dell’invasione dei nervi, un processo chiave nella formazione di metastasi e la causa del dolore severo che colpisce molti pazienti.
Per tradurre queste osservazioni in ambito clinico, abbiamo integrato questi dati con modelli di intelligenza artificiale, sviluppando strumenti predittivi capaci di stimare con elevata precisione il rischio di progressione della malattia e fornire così un valore pratico e prognostico alla nostra scoperta.
Questo approccio apre nuove prospettive per la medicina personalizzata. Attraverso l’analisi di semplici esami istologici sarà infatti possibile prevedere la composizione del tumore di ciascun paziente e guidare la scelta dei farmaci più appropriati, con l’obiettivo di migliorare sia la qualità di vita sia la sopravvivenza dei pazienti colpiti da questa malattia devastante.
Dott. ssa Chiara Carretta – Menzione speciale

Tumori rari
Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Chromosome 9p trisomy increases stem cells clonogenic potential and fosters T-cell exhaustion in JAK2-mutant myeloproliferative
Le Neoplasie Mieloproliferative (MPN) croniche sono rari tumori ematologici la cui insorgenza è dovuta a numerose mutazioni che colpiscono il DNA delle cellule staminali del sangue. La maggior parte di queste mutazioni attiva la via di segnalazione JAK/STAT, che è pertanto il bersaglio della strategia terapeutica più impiegata nelle MPN. Questi trattamenti sono in grado di migliorare la sintomatologia, ma non riescono tuttavia a portare all’eliminazione completa delle cellule neoplastiche. Questo è principalmente dovuto all’elevata eterogeneità dei profili mutazionali dei pazienti, fenomeno che rende necessario pensare ad approcci terapeutici alternativi o complementari a quelli attualmente in uso.
Il nostro progetto ha portato all’identificazione e caratterizzazione di un sottotipo di MPN definito dalla coesistenza della mutazione del gene JAK2, la più frequente nelle MPN, e dall’amplificazione del braccio corto del cromosoma 9 (+9p). Questa condizione è associata all’evasione dalla risposta immunitaria da parte delle cellule tumorali ed all’aumento della staminalità di queste stesse cellule, che possono quindi resistere come reservoir di malattia. L’incremento della staminalità può essere contrastato attraverso l’inibizione della via controllata dalla proteina AKT, suggerendo quindi un nuovo approccio terapeutico personalizzato per migliorare la risposta molecolare nei pazienti affetti da MPN +9p.
Dott. Alessandro Mannucci – Menzione speciale

Tumori rari
IRCCS Ospedale San Raffaele e università vitasalute San Raffaele
An Exosome-Based Liquid Biopsy for the Detection of Early-Onset Colorectal Cancer: The ENCODER Multicenter Study
Il tumore del colon-retto nei giovani adulti è in costante aumento e rappresenta oggi una delle emerggenze più rilevanti in oncologia, perché spesso viene diagnosticato troppo tardi, quando le possibilità di cura si riducono. Il progetto ENCODER nasce proprio per affrontare questo problema, sviluppando un semplice esame del sangue capace di individuare precocemente la malattia, prima ancora della comparsa dei sintomi.
Il test si basa sull’analisi di particolari microRNA circolanti nel plasma, sia liberi sia contenuti negli esosomi, che funzionano come “segnali biologici” del tumore. Grazie all’integrazione con sistemi avanzati di intelligenza artificiale e machine learning, questi biomarcatori vengono combinati in un modello altamente accurato, capace di distinguere i pazienti con tumore da quelli sani e di identificare anche lesioni precancerose ad alto rischio.
Lo studio ha mostrato risultati molto promettenti, con un’elevata accuratezza diagnostica e una sensibilità superiore al 95%, mantenuta anche nei tumori in fase iniziale e nei soggetti sotto i 50 anni. Questo significa poter anticipare la diagnosi, aumentare le possibilità di guarigione e ampliare l’accesso allo screening in una fascia di popolazione oggi poco coperta dai programmi tradizionali.
ENCODER rappresenta quindi un modello innovativo di medicina di precisione: un approccio minimamente invasivo, rapido e potenzialmente applicabile su larga scala, che potrebbe cambiare il modo in cui preveniamo e diagnostichiamo il tumore del colon-retto nelle nuove generazioni